Ci sono serate in cui il calcio sembra divertirsi a smentire ogni previsione. Siamo nel 2003. Il percorso in Champions dell’Inter comincia ad Highbury, contro l’Arsenal degli Invincibili. Una squadra che quella stagione finirà la Premier League senza perdere una partita.
Tra i nuovi nerazzurri c’è un’ala arrivata dall’Ajax. Pochi mesi prima aveva incantato l’Europa con un gol all’Olimpico e un’esultanza che gli era valsa un soprannome: Andy Van der Meyde, il "Dutch Sniper".
A Londra, Andy trova la sua notte. Cruz apre la partita, Toldo para tutto. Poi Martins raddoppia con un pallonetto, prima che Van der Meyde raccolga un pallone respinto dalla difesa e lo colpisca al volo. Un destro terrificante, seguito dalla sua immancabile esultanza.
Finisce 0-3. I leoni di Highbury, titoleranno i giornali il giorno dopo.
Van der Meyde non avrà la carriera che molti immaginavano. Ma quella sera, per una notte, fu esattamente ciò che prometteva di diventare: il "Dutch Sniper".